Obblighi di sicurezza per lavoro sedentario e in piedi: informativa dall’Ispettorato
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha reso disponibile sul proprio sito istituzionale le linee guida sui rischi connessi alla postura prolungata in posizione seduta e in piedi durante l’attività lavorativa, realizzata dal gruppo di lavoro EMEX , costituito nell’ambito del Comitato degli alti responsabili dell’ispettorato del lavoro (SLIC) in collaborazione con l'agenzia europea per la sicurezza sul lavoro EU OSHA.
Viene illustrato in particolare il rischio di malattie cardiovascolari che costituiscono la seconda causa principale di decessi legati al lavoro.
Tra i fattori di rischio ci sono le posture statiche ovvero la posizione seduta o in piedi mantenute per lungo tempo, senza muoversi.
Il rischio riguarda moltissimi settori, non solo lavori "sedentari" in senso stretto, tra cui:
- Lavoro d'ufficio, compreso il telelavoro
- autotrasporto merci e trasporto pubblico (autisti)
- Addetti alle Vendite
- Insegnamento
- Settore alberghiero e parrucchieri
- Call center
- Produzione industriale
- Gruisti.
Quando una postura diventa “prolungata”: le soglie
La postura statica prolungata è collegata a: ipertensione e riduzione del flusso sanguigno, sindrome metabolica, ictus, malattie cardiache, vene varicose, diabete di tipo 2
Il concetto chiave che emerge dallo studio realizzato dal guppo di lavoro è il fatto che il contrario di "stare seduti" non è "stare in piedi": ma " muoversi."
Alternare seduta, posizione eretta e movimento è meglio di qualsiasi postura fissa, anche se corretta.
I datori di lavoro devono quindi tenere conto della situazione nel DVR aziendale e favorire misure per la mobilità dei dipendenti
Le soglie di rischio e le "contromisure" riportate dallo studio sono riassunte nella tabella che segue:
| Postura | Soglia di durata | Caratteristiche |
|---|---|---|
| In piedi prolungata | Oltre 1 ora continuativa oppure oltre 4 ore totali al giorno | Fermi nello stesso punto, senza possibilità di muoversi o sedersi per un sollievo temporaneo |
| Seduta prolungata | Oltre 2 ore continuative oppure 5-6 ore totali al giorno | Basso dispendio energetico, lavoro muscolare statico |
| Pausa attiva consigliata | Alzarsi almeno ogni 20-30 minuti | Anche solo qualche passo o un cambio di postura |
| Attività fisica "compensativa" | Oltre 60 minuti al giorno | Con questo livello di attività fisica, il rischio da sedentarietà si riduce a livello equivalente a chi non è sedentario |
Cosa possono/devono fare i lavoratori e i datori di lavoro
Cosa possono fare i lavoratori
- Alzarsi e muoversi almeno ogni 20-30 minuti, anche solo per pochi passi
- Alternare, quando possibile, tra sedersi, stare in piedi e camminare
- Non aspettare la pausa pranzo per muoversi: micro-pause frequenti sono più efficaci
- Segnalare al datore di lavoro postazioni che obbligano a restare fermi troppo a lungo.
Cosa devono fare i datori di lavoro
- Valutazione dei rischi: includere le posture statiche prolungate nel documento di valutazione, con attenzione a formazione e sensibilizzazione dei lavoratori
- Riprogettare gli spazi: posizionare stampanti, cestini e attrezzature comuni in punti che obbligano a spostarsi, invece di renderli accessibili da fermi
- Postazioni adeguate: prevedere postazioni che permettano di alternare seduta/in piedi (es. scrivanie regolabili)
- Favorire la variazione posturale: organizzare il lavoro così che i lavoratori possano scegliere se sedersi, stare in piedi o muoversi in base alle proprie esigenze
- Rotazione dei compiti: alternare mansioni che richiedono posture diverse, per evitare la ripetizione della stessa postura per intere giornate
Scarica lo studio e l’infografica di riepilogo
lo studio SLIC WG EMEX luglio 2026

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