Notai: su Equo compenso e assegnazioni modifiche al Regolamento
Il Consiglio nazionale del notariato, con delibera n. 4-31 del 17 aprile 2026, ha approvato alcune modifiche ai Principi di deontologia professionale dei notai, riguardanti l'equo compenso che entrano in vigore dal 25 maggio 2026, (giorno della pubblicazione dell'avviso in Gazzetta ufficiale ) con l'obiettivo di :
- aggiornare la deontologia notarile alla disciplina dell’equo compenso del 2023;
- eliminare modelli organizzativi “centralizzati” di assegnazione degli incarichi notarili collegati alle privatizzazioni pubbliche.
Dal punto di vista pratico, la novità più importante per gli studi notarili è l'introduzione dell’obbligo documentale scritto sull’equo compenso, soprattutto nei rapporti con banche, assicurazioni e grandi operatori economici.
Qui il testo dei vigenti Principi di deontologia professionale dei notai (non ancora aggiornato con la modifica)
Assegnazione incarichi notarili da enti pubblici
La prima novità riguarda infatti l’abrogazione degli articoli 38 e 39, che disciplinavano le modalità di assegnazione degli incarichi notarili nelle grandi operazioni di privatizzazione e vendita del patrimonio pubblico. Le norme consentivano ai Consigli notarili distrettuali di organizzare la distribuzione degli incarichi tra i notai disponibili, anche sulla base di convenzioni e protocolli stipulati con enti pubblici o con il Consiglio Nazionale del Notariato.
Con la soppressione di tali disposizioni viene meno questo sistema “centralizzato” di gestione degli incarichi e torna ad assumere rilievo esclusivamente la disciplina generale fondata sulla libera scelta del notaio da parte delle parti interessate. La modifica appare coerente con un’impostazione più orientata alla concorrenza professionale e alla riduzione di meccanismi eccezionali di assegnazione degli atti.
Equo compenso notariato
Molto più articolata è invece la riscrittura dell’articolo 59 dedicato all’equo compenso.
La nuova formulazione chiarisce innanzitutto che la disciplina si applica ai rapporti professionali con i cosiddetti “clienti forti”, tra cui:
- banche e assicurazioni;
- società controllate e mandatarie;
- imprese di grandi dimensioni;
- pubbliche amministrazioni e società partecipate pubbliche.
Per tali soggetti il notaio non potrà concordare compensi non proporzionati alla prestazione professionale e dovrà fare riferimento ai parametri ministeriali vigenti.
Viene inoltre introdotto uno specifico obbligo informativo: quando la convenzione o il contratto siano predisposti dal notaio, quest’ultimo dovrà avvertire per iscritto il cliente che il compenso deve rispettare i criteri dell’equo compenso, pena la nullità della relativa pattuizione.
La nuova disciplina precisa anche che tali obblighi non si applicano ai rapporti con soggetti diversi da quelli espressamente individuati dalla norma, come i privati cittadini o le piccole imprese. Infine, viene tipizzata in modo più chiaro la conseguenza disciplinare della violazione, prevedendo l’applicazione delle sanzioni dell’avvertimento o della censura. Nel complesso, le modifiche rafforzano gli obblighi di trasparenza e correttezza economica nei rapporti con grandi operatori economici e amministrazioni pubbliche, adeguando in maniera più puntuale la disciplina deontologica notarile ai principi introdotti dalla normativa sull’equo compenso.

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