Formazione giornalisti con limite allo streaming: le nuove regole in arrivo
Con la pubblicazione nel Bollettino del Ministero della Giustizia n. 5 del 15 marzo 2026, è stato adottato il nuovo regolamento sulla formazione professionale continua (FPC) degli iscritti all’Ordine dei giornalisti, ai sensi del d.P.R. n. 137/2012.
Il provvedimento non è immediatamente operativo, ma entrerà in vigore il 13 giugno 2026, cioè decorsi 90 giorni dalla pubblicazione.
Il nuovo regolamento aggiorna in modo significativo la disciplina della formazione obbligatoria, limitando la possibilità di fruizione da remoto e affidandola in primis al Consiglio Nazionale , aspetto che ha creato perplessità . Vediamo in sintesi cosa cambia.
Il nuovo regolamento in sintesi
Il regolamento ribadisce l’obbligo formativo per tutti i giornalisti iscritti all’Albo, sia professionisti sia pubblicisti.
In particolare, è previsto il conseguimento di 60 crediti formativi nel triennio, di cui almeno 20 in materia deontologica, da distribuire in almeno due anni.
Per gli iscritti da oltre 30 anni l’obbligo è ridotto a 20 crediti complessivi, con almeno 10 crediti deontologici.
Le attività formative possono essere svolte in presenza, in streaming o in modalità on demand e possono essere organizzate da diversi soggetti ma sempre in collaborazione con il Consiglio nazionale
Il regolamento introduce anche criteri più stringenti per garantire qualità e coerenza dei percorsi formativi.
Tra i principali requisiti operativi:
- i corsi devono avere contenuti strettamente attinenti alla professione giornalistica;
- è obbligatoria la presenza di relatori qualificati e in regola con la formazione;
- sono esclusi eventi non formativi (come conferenze stampa o attività promozionali);
- la durata dei corsi deve essere compresa tra due e quattro ore, salvo eccezioni motivate.
Il sistema di accreditamento è gestito dal Consiglio nazionale attraverso il Comitato tecnico scientifico (Cts), che valuta i corsi, attribuisce i crediti e verifica il rispetto delle regole, con possibilità di intervento anche durante lo svolgimento degli eventi.
Gli enti terzi devono ottenere un’autorizzazione triennale, subordinata al parere vincolante del Ministero della Giustizia, dimostrando adeguati requisiti organizzativi e formativi.
In caso di mancato assolvimento dell’obbligo formativo, sono previste sanzioni disciplinari progressive, dall’avvertimento alla censura.
Le novità 2026
Le principali novità riguardano i criteri di attribuzione dei crediti, ora differenziati per tipologia di corso:
- corsi prevalentemente deontologici,
- corsi di apprendimento di nuove tecniche professionali,
- corsi su temi di rilevante attualità e
- altri corsi.
Viene inoltre disciplinata espressamente la formazione on demand, riservata al CNOG e con un limite massimo di 8 crediti complessivi, mentre per gli eventi in streaming è previsto il limite ordinario di 70 iscrizioni e l’attribuzione dei crediti è subordinata alla costante presenza in video.
Il nuovo testo introduce anche misure organizzative e disciplinari non presenti nel regolamento precedente:
- dopo due assenze ingiustificate a corsi prenotati, l’iscritto non può effettuare nuove prenotazioni per 60 giorni;
- in caso di inosservanza dell’obbligo formativo sono previste sanzioni differenziate, con avvertimento per l’inadempimento parziale e censura per quello totale.
Sono inoltre aggiornate le regole per enti terzi formatori e formazione aziendale, con nuovi obblighi di gestione tramite piattaforma, attenzione alla privacy, modifica dei criteri di rinnovo dell’autorizzazione e riconoscimento per i corsi aziendali di 1 credito per ora più 2 crediti aggiuntivi, fino al massimo di 30 crediti nel triennio.
Devono invece considerarsi non confermati, nel testo 2026, alcuni riferimenti presenti nel Regolamento 2020 e nel relativo allegato, tra cui il rinvio alla tabella allegata dei CFP, il riconoscimento degli eventi formativi individuali fino a 6 crediti, i crediti per insegnamento in corsi o master accademici, il limite di 7 crediti per singolo evento aziendale e il tetto di 16 crediti per eventi articolati su più giorni.
Viene inoltre confermata la gratuità dei corsi deontologici organizzati dagli ordini territoriali, al fine di garantire l’accesso alla formazione obbligatoria.
I punti critici : limitazione dell’offerta formativa
Il nuovo regolamento ha suscitato alcune perplessità, evidenziate in due interrogazioni parlamentari in particolare sotto il profilo della concorrenza e dell’organizzazione dell’offerta formativa.
Il punto più critico riguarda la gestione dei corsi on demand, affidata in via principale al Consiglio nazionale con esclusione di enti terzi.
Secondo l’interrogazione, tale scelta potrebbe limitare la pluralità dell’offerta e incidendo sulla possibilità per i giornalisti di accedere facilmente ai percorsi formativi necessari.
Sono inoltre segnalate:
- la mancata consultazione degli enti terzi nella fase di revisione del regolamento;
- l’assenza di analisi sull’impatto delle nuove regole sull’offerta formativa complessiva;
- possibili profili di criticità rispetto ai principi di concorrenza, richiamati anche dall’Autorità garante.
Nella risposta ufficiale, il Ministero della Giustizia ha chiarito che la propria funzione di vigilanza riguarda esclusivamente gli aspetti organizzativi e non la definizione dei soggetti formatori. Ha inoltre evidenziato che il regolamento non esclude del tutto altri soggetti, prevedendo forme di collaborazione.
Resta tuttavia aperto il confronto tra esigenze di controllo qualitativo e tutela della concorrenza, con possibili sviluppi anche sul piano applicativo dopo l’entrata in vigore del regolamento il 13 giugno 2026.

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