Digitalizzazione appalti: nuove linee guida BIM operative
La digitalizzazione degli appalti pubblici compie un passo decisivo con la pubblicazione delle “Linee guida per la gestione informativa digitale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti” da parte del Ministero delle Infrastrutture, a seguito del parere favorevole del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Il documento fornisce le indicazioni operative per l’attuazione dell’articolo 43 del nuovo Codice dei contratti pubblici, disciplinando l’utilizzo dei metodi e strumenti di gestione informativa digitale, in particolare il Building Information Modeling (BIM), nella progettazione e realizzazione delle opere pubbliche.
Gli obiettivi sono molteplici: migliorare la qualità e la coerenza progettuale, garantire la tracciabilità dei processi, favorire l’accesso digitale ai fini dei controlli di legge e assicurare la continuità informativa lungo tutto il ciclo di vita dell’opera.
Va ricordato che l’obbligo di ricorso al BIM è operativo dal 1° gennaio 2025 per le opere di importo superiore a 2 milioni di euro e fino a 5,4 milioni, in coerenza con gli impegni assunti nell’ambito del PNRR e con le milestone europee in materia di digitalizzazione.
Il nuovo impianto normativo punta non solo all’efficienza amministrativa, ma anche alla prevenzione di varianti in corso d’opera, alla riduzione degli sprechi e al rafforzamento della trasparenza, con ricadute anche in termini di sicurezza dei cantieri e contrasto alle infiltrazioni criminali.
Adempimenti e regime transitorio
Dal punto di vista operativo, le Linee guida intervengono in una fase cruciale di attuazione del Codice dei contratti, offrendo chiarimenti importanti soprattutto in relazione al regime transitorio.
In particolare, viene esclusa la retroattività dell’obbligo e si stabilisce che non sussiste l’obbligo di revisione dei progetti già redatti con modalità tradizionali. Restano inoltre fuori dall’ambito applicativo le manutenzioni straordinarie, gli edifici sottoposti a vincolo e le operazioni già in corso alla data del 31 dicembre 2024.
È invece previsto l’adeguamento della documentazione di gara qualora la fase esecutiva ricada nel perimetro della gestione informativa digitale.
I contenuti delle linee guida
Il documento ( SCARICA QUI IL TESTO) tratta i seguenti argomenti:
Ambito di applicazione della gestione informativa digitale (GID)
- Riferimenti normativi: Direttiva 2014/24/UE, Codice dei contratti (d.lgs. 36/2023) e Correttivo
- Obbligatorietà dal 1° gennaio 2025 per opere sopra i 2 milioni di euro
- Esclusioni: manutenzioni ordinarie e straordinarie (salvo casi specifici)
- Regime transitorio per procedimenti avviati entro il 31 dicembre 2024
- Prevalenza contrattuale dei modelli informativi (BIM)
- Integrazione con il principio del risultato e mitigazione dei rischi
Adempimenti preliminari per le stazioni appaltanti:
- Formazione del personale (moduli base e moduli specifici per ruolo)
- Redazione dell’atto di organizzazione
- Piano di acquisizione, gestione e manutenzione di hardware e software
- Istituzione e gestione dell’Ambiente di Condivisione Dati (ACDat)
Ruoli e responsabilità:
- Gestore dei processi digitali (BIM Manager)
- Gestore dell’ACDat (CDE Manager)
- Coordinatore dei flussi informativi (BIM Coordinator)
- Compiti di RUP, direzione lavori, verificatori e collaudatori
Strumenti operativi:
- Capitolato informativo (CI)
- Offerta di gestione informativa (oGI)
- Piano di gestione informativa (pGI)
- Utilizzo di formati aperti e interoperabili (es. IFC)
Governance e controllo:
- Audit della maturità digitale
- Piano di sviluppo digitale dell’ente
- Monitoraggio e aggiornamento dell’atto di organizzazione
- Sicurezza informatica, tracciabilità e protezione dei dati

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