DDL Caregiver approvato alla Camera: cosa cambia e chi riceve il contributo

Aggiornamento del 15 ottobre 2026: nella seduta del 14 ottobre 2026 la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge C. 2789-A sul riconoscimento e la tutela del caregiver familiare. Il testo passa ora all'esame del Senato: non è quindi ancora legge.

Il provvedimento introduce per la prima volta una disciplina organica e uniforme sul territorio nazionale per chi assiste in modo continuativo e gratuito un familiare non autosufficiente o con disabilità, definendo:

  1. diritti,
  2. procedure di riconoscimento,
  3. misure di sostegno economico.

Il testo afferma il valore sociale ed economico dell'assistenza non professionale prestata dal caregiver. Prevede inoltre strumenti contro isolamento, discriminazione e marginalizzazione e il coinvolgimento del caregiver nella programmazione dei servizi e nei percorsi assistenziali della persona assistita. L'art. 6 attribuisce alle associazioni rappresentative dei caregiver un ruolo attivo nella programmazione delle politiche sociali nazionali e regionali.

Il sostegno economico è riservato al solo caregiver prevalente che rispetti congiuntamente un limite ISEE e un limite di reddito da lavoro dipendente. Il contributo arriva fino a 1.200 euro a trimestre, ma l'importo effettivo dipenderà dalle risorse disponibili e dal numero dei beneficiari.

Dopo l'approvazione definitiva serviranno decreti ministeriali attuativi e istruzioni operative dell'INPS.

Definizione di caregiver

Il caregiver familiare viene definito nella proposta di legge come il soggetto che assiste e si prende cura, in modo continuativo e gratuito, del coniuge, della parte dell’unione civile, del convivente di fatto, di un parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado nei casi previsti dalla legge n. 104/1992. 

L’attività di cura sarà  riconosciuta in presenza di specifiche condizioni della persona assistita, quali disabilità grave, titolarità di indennità di accompagnamento o non autosufficienza certificata secondo la normativa vigente (legge 104 1992).

La legge chiarisce che l’attività di caregiver è di natura non professionale e può riguardare l’assistenza nella vita quotidiana, nella mobilità, nella gestione dei farmaci, nelle attività domestiche e nella vita di relazione. 

Tali attività devono essere considerate e coordinate all’interno dei progetti di vita, dei piani assistenziali individuali (PAI) o di altri strumenti di pianificazione previsti dalla normativa sociosanitaria.

I requisiti per i caregiver

La normativa consente la coesistenza di più caregiver per la medesima persona assistita, purché conviventi, con una deroga per i genitori, per i quali non è richiesto il requisito della convivenza.

 Il carico assistenziale deve essere attestato all’interno dei piani di assistenza o di certificazioni equivalenti. 

Di seguito una sintesi dei profili individuati dal disegno di legge ai fini del diritto al contributo economico che verrà previsto:

Profilo caregiver Convivenza Carico assistenziale settimanale Accesso al contributo economico
Caregiver prevalente Sì Pari o superiore a 91 ore Sì, se rispetta i limiti ISEE e di reddito
Caregiver convivente Sì Da 30 a 90 ore No
Caregiver non convivente No Da 30 ore in su No
Caregiver a basso carico Sì / No Da 10 a 29 ore No

Il carico assistenziale sarà valutato dalle Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), sulla base dei piani di assistenza, delle certificazioni equivalenti e delle dichiarazioni rese.

Come sarà la procedura INPS per il riconoscimento del caregiver

Il disegno di legge disciplina in modo puntuale la procedura di riconoscimento formale della qualifica di caregiver familiare, necessaria per l’eventuale accesso alle tutele e ai sostegni previsti dal provvedimento.

La procedura è attribuita all'INPS, che dovrà rendere disponibile una piattaforma informatica dedicata, accessibile dal sito istituzionale, secondo le tempistiche che saranno fissate dal testo definitivo e dai provvedimenti attuativi.

Soggetti legittimati ad attivare la procedura

  • la persona assistita;
  • il tutore, il curatore o l’amministratore di sostegno, se nominati;
  • ciascun genitore, nel caso di persona assistita minorenne;
  • il soggetto indicato come futuro amministratore di sostegno, tutore o curatore, in pendenza del relativo procedimento (con efficacia sospesa).

Modalità di presentazione

La domanda è presentata mediante autodichiarazione, con indicazione:

  • dei dati anagrafici della persona assistita e del caregiver;
  • del rapporto di parentela, affinità o convivenza;
  • del profilo di caregiver richiesto;
  • del carico assistenziale settimanale;
  • degli estremi del progetto di vita, del PAI o di altra certificazione utile;
  • dell’accettazione espressa da parte del caregiver individuato.

Tempi del procedimento

il procedimento si conclude entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza;

l’INPS rilascia un certificato attestante la qualifica di caregiver familiare;

è ammessa la presentazione di più istanze successive per l’individuazione di ulteriori caregiver riferiti alla stessa persona assistita.

Le modalità operative di riconoscimento, revoca e sostituzione del caregiver saranno definite con decreto ministeriale attuativo, da adottare entro 90 giorni dall’eventuale entrata in vigore della legge.

DDL Caregiver: i permessi lavorativi e il contributo economico

Il Titolo II della proposta di legge individua una serie di misure di tutela e sostegno rivolte esclusivamente ai caregiver familiari, graduandole in funzione del profilo e del carico assistenziale riconosciuto.

Le misure sono destinate a soggetti privati e non introducono obblighi diretti in capo ai datori di lavoro.

Ambiti di intervento

Le tutele previste si articolano nei seguenti ambiti:

  • conciliazione tra attività lavorativa e assistenza familiare;
  • riconoscimento e valorizzazione delle competenze maturate;
  • tutela antidiscriminatoria;
  • sostegni psicologici e di sollievo;
  • contributo economico nei casi di maggiore intensità assistenziale.

Conciliazione lavoro–cura

Per i caregiver che svolgono attività di lavoro subordinato, il disegno di legge prevede:

  • possibilità di rimodulazione dell’orario di lavoro;
  • utilizzo di modalità flessibili di svolgimento della prestazione (lavoro agile, part-time);
  • estensione della fruizione dei congedi parentali fino alla maggiore età del figlio assistito;
  • possibilità di cessione solidale di ferie e riposi, secondo quanto stabilito dalla contrattazione collettiva.

Sostegno economico

Il contributo, disciplinato dall'art. 13, spetta a un solo caregiver per ciascun assistito: il caregiver prevalente, convivente e con il carico assistenziale più elevato. I due requisiti economici devono essere rispettati congiuntamente.

Requisiti contributo economico Valore
Profilo caregiver Caregiver prevalente convivente
Carico assistenziale Pari o superiore a 91 ore settimanali
Reddito da lavoro dipendente Non superiore a 3.000 euro lordi annui
ISEE familiare Non superiore a 15.000 euro
Importo massimo 1.200 euro a trimestre
Importo stimato a regime (Relazione tecnica) Circa 1.000 euro a trimestre

Il contributo:

  • è erogato dall'INPS con cadenza trimestrale;
  • non concorre alla formazione del reddito e non rileva ai fini fiscali né ai fini ISEE;
  • decorre dal mese successivo all'avvio della procedura di riconoscimento;
  • cessa in caso di perdita dei requisiti, revoca o sostituzione del caregiver, o decesso della persona assistita.

Quanto vale davvero il contributo

La misura è finanziata entro un tetto di spesa che non può essere superato. Per questo l'importo viene ricalcolato ogni trimestre in base alle risorse disponibili e al numero delle domande, e non è garantito in misura fissa.

La Relazione tecnica governativa stima a livello nazionale 62.333 beneficiari. In questo scenario l'importo a regime si attesterebbe intorno ai 1.000 euro a trimestre, sotto il tetto di 1.200 euro: in termini mensili, poco più di 330 euro anziché i 400 euro teorici.

Competenze del caregiver e iscrizione al SIISL

Il testo approvato consente di valorizzare l'esperienza maturata nell'attività di cura come competenza certificabile. Questa esperienza può valere anche come credito formativo per conseguire la qualifica di operatore sociosanitario (OSS) o di altre figure professionali dell'area sociosanitaria.

È prevista inoltre l'iscrizione d'ufficio dei caregiver nel Sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa (SIISL).