Data Center in Italia: dati e prospettive per l’occupazione
Secondo una recente ricerca dell'Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano,il mercato italiano dei data center è in piena espansione, anche se con alcune criticità significative.
Come ormai noto i data center sono le strutture fisiche che ospitano l'nfrastruttura informatica necessaria per archiviare, elaborare, proteggere e distribuire dati e servizi digitali. Si tratta nello specifico di server, sistemi di storage, dispositivi di rete e tutta l'infrastruttura di supporto ovvero i sistemi di alimentazione, raffreddamento e sicurezza degli elaboratori.
Attualmente i data center sono dislocati e soprattutto su Milano, che da sola raccoglie il 23% degli investimenti annunciati a livello europeo .Roma è il secondo polo, e ci sono importanti strutture anche in altri siti lombardi (Noviglio, Siziano, Bergamo), Emilia-Romagna (Bologna, Piacenza, Parma, Modena), Veneto (Padova), Piemonte (Torino), Liguria (Genova) e sporadicamente nel Sud (Bari, Avellino).
E' di ieri pero la notizia che il consiglio regionale della Lombardia ha approvato una legge con forti disincentivi all'occupazione di suolo.
Nel triennio 2023–2025 sono stati investiti 7,1 miliardi di euro, corrispondenti però a solo il 68% dei 10,5 miliardi originariamente previsti nel 2023. Il principale motivo del ritardo riguarda i nuovi operatori internazionali, spesso al primo ingresso nel mercato italiano, che hanno sottovalutato la complessità normativa e i tempi autorizzativi del contesto nazionale. A questo si aggiunge l'incertezza nelle scelte da parte dei grandi Cloud Provider internazionali.
L'italia puo contare su fattori quali la posizione strategica nel Mediterraneo, i progetti di connettività nel Sud Italia, gli investimenti in Intelligenza Artificiale e iniziative istituzionali come la Strategia Nazionale per l'attrazione degli investimenti esteri nei Data Center, pubblicata nel novembre 2025 dal MIMI, .che ha gia ottenuto oltre 7 miliardi di euro di investimenti tra il 2023 e il 2025, mentre ulteriori 25 miliardi sono annunciati per il triennio 2026-2028.
Recentemente il Ministero ha annunciato una partnership con uno dei maggiori operatori internazionali per investimenti in questo ambito per 6 miliardi (vedi penultimo paragrafo)
Le prospettive 2026–2028 e la nuova legge in Lombardia
Per il prossimo triennio, sono 83 i nuovi progetti infrastrutturali annunciati da 30 aziende — di cui 19 nuovi entranti — per un valore potenziale complessivo di 25,4 miliardi di euro. Tuttavia, il 72% di questi investimenti è attribuibile a operatori internazionali non ancora presenti in Italia
Milano come detto è il polo dominante del settore in Italia, con il 68% della potenza energetica nominale installata a livello nazionale (414 MW IT), e potrebbe superare il valore simbolico di 1 GW entro il 2028. Attualmente sono 33 data center attivi, 10 in costruzione e 23 in valutazione.
A livello europeo, il capoluogo lombardo attrae il 23% degli investimenti annunciati, posizionandosi come riferimento per il Sud Europa
Secondo i dati dell'Osservatorio del Politecnico , circa il 78% dei 695 MW previsti nei prossimi tre anni riguarderà data center che richiederanno connessione alla rete ad alta tensione.
A livello continentale, i 13 principali poli europei hanno raccolto 29,5 miliardi di euro tra 2023 e 2025, con stime superiori ai 110 miliardi entro il 2028. L'area del Nord Europa " FLAPD" (Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi, Dublino) mantiene la leadership con circa il 55% degli investimenti totali,
CoMe anticipato sopra , la Lombardia è la prima regione italiana ad approvare una legge per regolamentare la costruzione di data center, introducendo un forte sistema di disincentivi economici. Il provvedimento, approvato dal consiglio regionale il 26 maggio 2026, prevede un aumento degli oneri di costruzione del
- 100% nelle aree agricole e del
- 200% nei parchi e nelle zone verdi
numri molto più elevati rispetto al progetto iniziale (50-75%), dopo un emendamento della Lega.
La norma sembra rispondere appunto dall'esplosione di progetti sul territorio lombardo.
L'obiettivo dichiarato però non è di bloccare lo sviluppo — con player come Amazon, Aruba, Eni e Stack EMEA già presenti — ma governarlo, evitando lo sfruttamento eccessivo del territorio. In controtendenza, la legge incentiva il riuso di ex aree industriali dismesse con semplificazioni burocratiche. Terna parteciperà alla cabina di regia per mappare la disponibilità energetica.
L’annuncio del Mimit
Mentre gli operatori attendono una normativa nazionale, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Urso, ha incontrato pochi giorni fa i vertici di EdgeConneX, fornitore globale di data center con oltre 80 strutture attive in più di 60 mercati e 20 Paesi.
Al centro del confronto, il piano di investimenti della società in Italia, che prevede la realizzazione di tre nuovi data center, in provincia di Lodi e nell’area sud di Milano, per un valore complessivo di 6 miliardi di euro. Il sito di Lodi, in particolare, sarà tra i più grandi d’Europa e sarà dedicato allo sviluppo e all’elaborazione di applicazioni legate all’intelligenza artificiale, con soluzioni innovative sul piano energetico e della sostenibilità ambientale.
Nel corso dell’incontro, il ministro Urso ha evidenziato come l’Italia stia rafforzando il proprio ruolo tra i principali hub europei per le infrastrutture digitali avanzate e per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, confermando l’impegno del Mimit a sostenere progetti strategici per la crescita digitale del Paese.
Formazione e ricadute per l’occupazione
Secondo numerosi approfondimenti della stampa specializzata (dal Sole 24 ore a Class CNBC) ci sono prospettive di occupazione molto positive nello sviluppo dei data center in Italia. Il settore è uno dei principali motori di creazione di posti di lavoro nella transizione digitale del Paese .
Dati sull'occupazione attuale e futura
| Parametro | Valore attuale | Proiezione 2028-2030 |
|---|---|---|
| Posti di lavoro diretti (2024) | 28.000 totali, di cui 8.000 dipendenti full-time | – |
| Addetti nella filiera | 14.000 FTE tra costruzione, installazione, sicurezza e servizi | – |
| Lavori indiretti nell’indotto | 6.800 | – |
| Posti di lavoro previsti | – | Circa 70.000 posti diretti e indiretti entro il 2030 |
| Crescita attesa | – | Triplicazione degli addetti entro il 2030 |
| CAGR (tasso di crescita annuale medio del numero di posti di lavoro nel settore) | – | +35% entro il 2028 |
Le principali tipologie di figure professionali richieste
- Tecnici : Ingegneri, sistemisti, manutentori, tecnici infrastrutture IT
- IT/Software : Sviluppatori software, ingegneri di sistema, specialisti cloud, tecnici supporto IT
- Specialisti : Analisti ERP, Cloud & Network Engineers, esperti Cybersecurity
- Supporto: Vendite, consulenza legale, financial control, amministrazione
- Nuove professionalità: Real Estate, sostenibilità energetica, gestione progetti.
Dalla collaborazione tra IDA – Italian Datacenter Association, il Real Estate Center (REC) del Dipartimento di Architettura, Ingegneria e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano e l’Italian PropTech Network, è nato percorso formativo specializzato con 120 ore di formazione in aula,e 480 ore di tirocinio (circa 3 mesi) presso una delle aziende aderenti all’iniziativa.
Sono previste inoltre borse di studio per neolaureati in ingegneria e studenti all'ultimo anno di studi di Istituti Tecnici Superiori (ITS).
per approfondire vedi Italiandatacenterassociation.com

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