Contratti di prossimità: cosa cambia per i datori di lavoro con il Dl 62/2026
La conversione in legge del decreto Primo maggio (Dl 62/2026) ha introdotto e, con il nuovo articolo 7-bis, una procedura formale per la contrattazione di prossimità , la cui disciplina risale al Dl 138/2011. Si tratta in particolare degli accordi aziendali o territoriali qualificati di derogare, entro precisi limiti, a previsioni di legge e alle regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali.
Per i datori di lavoro che utilizzano questo strumento derogatorio le novità operative sono tre, con un impatto pratico che va oltre il piano dei meri adempimenti formali.
I tre nuovi obblighi
1. Obbligo di deposito
I contratti e le intese di prossimità devono essere depositati presso il ministero del Lavoro e presso l'archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi del Cnel, all'interno di una sezione specifica dedicata alla contrattazione decentrata.
2. Sottoscrizione in ITL per le imprese fino a 15 dipendenti
Quando le intese aziendali di prossimità derogano in senso peggiorativo a disposizioni di legge o della contrattazione collettiva nazionale, le imprese fino a 15 dipendenti devono sottoscrivere l'accordo presso l'Ispettorato territoriale del lavoro competente. È un passaggio procedurale aggiuntivo che riguarda specificamente la platea delle piccole realtà.
3. Informativa scritta ai lavoratori
Sempre in presenza di trattamenti peggiorativi, scatta l'obbligo di informare per iscritto i lavoratori interessati.
L’effetto pratico più rilevante: opponibilità della deroga
Il punto di maggiore attenzione per il datore di lavoro non è l'adempimento in sé, ma la conseguenza del suo mancato assolvimento.. Occorre quindi distinguere due piani:
- Validità dell'accordo: il mancato deposito non rende di per sé nullo l'accordo collettivo, che continua a valere come atto negoziale tra le parti firmatarie.
- Efficacia della deroga: diverso è il caso in cui l'intesa venga invocata come contratto di prossimità ex articolo 8, cioè come accordo capace di derogare alla legge o al contratto nazionale. In questa ipotesi il deposito serve a rendere le previsioni in deroga conoscibili e opponibili verso terzi
In assenza di deposito, quindi il contentuto della deroga rischia di non poter essere fatto valere.
Un ragionamento analogo si estende all'informativa scritta ai lavoratori in caso di trattamenti peggiorativi.
Perimetro della deroga
Resta fermo che i contratti di prossimità non possono incidere sui minimi tabellari né sul minimale contributivo fissato dagli enti previdenziali. Possono invece intervenire su voci retributive che concorrono alla determinazione del trattamento economico complessivo (Tec).
FAQ – Contratti di prossimità dopo il Dl 62/2026
Cosa introduce l'articolo 7-bis del Dl 62/2026 in materia di contratti di prossimità?
Introduce una procedura formale per la contrattazione di prossimità ex articolo 8 del Dl 138/2011, con tre adempimenti: l'obbligo di deposito degli accordi, la sottoscrizione presso l'Ispettorato territoriale del lavoro per le imprese fino a 15 dipendenti in caso di deroghe peggiorative, e l'informativa scritta ai lavoratori interessati sempre in presenza di trattamenti in peius.
Dove vanno depositati i contratti di prossimità?
Presso il ministero del Lavoro e presso l'archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi del Cnel, in una sezione specifica dedicata alla contrattazione decentrata.
Il mancato deposito rende nullo l'accordo?
No. La disposizione non qualifica il deposito come condizione di validità e non prevede espressamente la nullità o l'inefficacia dell'intesa non depositata. L'accordo continua a valere come atto negoziale tra le parti firmatarie.
Quali sono allora gli effetti del mancato deposito?
Il deposito incide sull'efficacia della deroga, non sulla validità dell'accordo. Quando l'intesa viene invocata come contratto di prossimità ex articolo 8, cioè come accordo derogatorio rispetto alla legge o al contratto collettivo nazionale, il deposito serve a rendere le previsioni in deroga conoscibili e opponibili verso terzi (lavoratori, enti pubblici, organi ispettivi e giudice). In sua assenza la deroga rischia di non poter essere fatta valere nei confronti dei terzi.
Su quale base si fonda questa lettura dell'opponibilità?
Sull'articolo 14 del D.Lgs. 151/2015, che subordina in via generale al deposito del contratto decentrato il vantaggio economico e l'agevolazione, anche normativa, previsti dal legislatore, come richiamato dalla circolare INL 3/2020.
Quali imprese devono sottoscrivere l'accordo presso l'Ispettorato territoriale del lavoro?
Le imprese fino a 15 dipendenti, quando le intese aziendali di prossimità derogano in senso peggiorativo a disposizioni di legge o della contrattazione collettiva nazionale.
Quando scatta l'obbligo di informativa scritta ai lavoratori?
In presenza di trattamenti peggiorativi. L'informazione riguarda i lavoratori interessati dalla deroga e deve essere resa per iscritto.
Su quali voci retributive può incidere un contratto di prossimità?
Non può intervenire sui minimi tabellari né sul minimale contributivo fissato dagli enti previdenziali. Può incidere sulle voci retributive che concorrono alla determinazione del trattamento economico complessivo (Tec).
Quanti sono attualmente i contratti di prossimità depositati?
Secondo il report del ministero del Lavoro aggiornato al 15 giugno 2026, i contratti di prossimità archiviati presso il dicastero sono 4.089, con prevalenza del Sud (47%) rispetto a Nord (39%) e Centro (14%) e concentrazione nel settore dei servizi (62% degli accordi).

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