Whistleblowing e modello 231: vademecum per la gestione integrata
Arrivano nuove indicazioni operative sul whistleblowing e sull’integrazione con i modelli organizzativi 231, con impatti concreti per datori di lavoro e professionisti.
Il vademecum pubblicato da Assonime il 20 aprile 2026, alla luce delle linee guida Anac (delibera 478 2025), chiarisce come strutturare i canali di segnalazione interni, anche nei gruppi societari, e come gestire le segnalazioni nel rispetto delle regole di tutela del segnalante.
Tra le novità principali emerge la possibilità di utilizzare piattaforme condivise e di unificare i flussi informativi tra whistleblowing e illeciti rilevanti ai sensi del Dlgs 231/2001.
Le principali raccomandazioni
Le indicazioni riguardano tutte le imprese, con alcune differenze in base alla dimensione.
- Nei gruppi con fino a 249 dipendenti è possibile adottare una piattaforma unica per le segnalazioni, pur mantenendo distinti i gestori per ciascuna società. Inoltre, è sempre consentita l’esternalizzazione del canale, con un unico sistema sia per la raccolta sia per la gestione delle segnalazioni. Il canale interno deve sempre garantire la possibilità di segnalare sia in forma scritta sia orale, lasciando la scelta al segnalante: le modalità includono piattaforme informatiche, segnalazioni cartacee, linea telefonica o incontri diretti.
- Per le imprese di grandi dimensioni, ASSONIME sconsiglia la coincidenza tra gestore del canale e responsabile della protezione dati, mentre nelle realtà più piccole è ammessa con adeguata motivazione.
Resta inoltre facoltà dell’ente decidere come trattare le segnalazioni anonime, purché siano circostanziate.
I passaggi operativi
Dal punto di vista operativo, le aziende devono verificare e adeguare i propri modelli organizzativi 231.
In particolare, è necessario introdurre o aggiornare il canale interno di segnalazione, esplicitare il divieto di ritorsione e rafforzare il sistema disciplinare.
Il modello deve essere reso visibile, pubblicandolo sul sito aziendale e condividendolo con fornitori e partner.
Nel caso si utilizzi un unico canale per le segnalazioni whistleblowing e quelle relative agli illeciti 231: se la gestione è affidata all’organismo di vigilanza, questo riceverà entrambe le tipologie di segnalazioni; diversamente, occorre definire chiaramente i flussi informativi tra i soggetti coinvolti.
Infine, è fondamentale effettuare una due diligence sui fornitori delle piattaforme utilizzate, per garantire sicurezza e conformità normativa.

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