Turismo: contro le false recensioni novità nella legge PMI

la legge annuale sulle PMI ,  pubblicato in Gazzetta ufficiale il 23 marzo 2026,  tra le varie misure  ha messo in campo una disciplina per il contrasto alle  recensioni false e ingannevoli sulle piattaforme digitali operanti nel settore dell'ospitalità e della ristorazione. 

Tali misure, elaborate nel corso di un  lungo iter preparatorio,  definiscono nuovi requisiti di legittimità per le recensioni pubblicate online, e  richiedono pero  ancora un periodo di attuazione prima di produrre effetti concreti e misurabili. Le norme sono formalmente in vigore e applicabili alle recensioni pubblicate a partire dal 7 aprile 2026 ma in assenza di linee guida operative e sanzioni probabilmente non saranno oggetto di verifica.

 Cio non impedisce agli operatori commerciali di iniziare a predisporre gli strumenti per rispettare e far rispettare le nuove regole ai propri clienti 

Vediamo  meglio  di cosa si tratta

Legittimità delle recensioni: come dovranno essere

La normativa stabilisce criteri precisi affinché una recensione possa essere considerata lecita.

  • In primo luogo, essa dovrà essere pubblicata entro trenta giorni dalla data di effettivo utilizzo del prodotto o del servizio.
  •  L'autore della recensione sarà inoltre tenuto a dimostrare di aver personalmente fruito dell'esperienza oggetto di valutazione, A tal fine, la recensione dovrà essere accompagnata da idonea documentazione fiscale, quale fattura o ricevuta relative al servizio fruito.
  • Inoltre potrà essere richiesto di dimostrare di i non aver ricevuto alcuna forma di vantaggio economico — sconti, rimborsi o benefici di qualsiasi natura — da parte del fornitore o dei suoi intermediari. 
  • È altresì previsto che una recensione perda la propria valenza di attualità — e dunque la propria liceità — decorsi due anni dalla pubblicazione, sebbene la normativa non specifichi con chiarezza se ciò comporti l'obbligo di rimozione automatica  del post dalla piattaforma.

Il ruolo dell’AGCOM

Il presidio istituzionale del sistema è affidato all'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCOM), cui spetta il compito  ora di redigere le linee guida applicative destinate agli operatori delle piattaforme digitali per una applicazione uniforme della disciplina  

L'AGCOM sarà inoltre competente a condurre le indagini sulle presunte violazioni, ad applicare le relative sanzioni — la cui entità non è ancora stata definita — e a svolgere un monitoraggio annuale sull'effettiva applicazione della legge, i cui esiti saranno poi  riferiti al Parlamento.

Fornitori e intermediari potranno segnalare agli hosting provider le recensioni ritenute illecite, richiedendone la rimozione. 

Le associazioni di categoria rappresentative del settore turistico e della ristorazione potranno inoltre richiedere il riconoscimento della qualifica di segnalatori ufficiali, acquisendo così un ruolo di collaborazione con l'Antitrust le cui modalità operative dovranno essere precisate nelle linee guida.

Le disposizioni introdotte non avranno efficacia retroattiva: le recensioni già pubblicate alla data del 7 aprile 2026 restano al di fuori dell'ambito di applicazione della legge.

Il contesto

L'intervento normativo risponde a un'esigenza ampiamente segnalata dal settore. Ricerche condotte dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano come le recensioni online influenzino l'82% delle prenotazioni alberghiere e il 70% di quelle relative a ristoranti e locali. L'incidenza stimata sul fatturato degli operatori si colloca in una forbice compresa tra il 6% e il 30%, dato che rimane tuttavia difficilmente verificabile in modo indipendente.

Il fenomeno delle recensioni manipolate — siano esse negative e di provenienza concorrenziale, ovvero positive ma acquisite mediante incentivi economici — ha generato negli anni una vera e propria economia parallela, che ha richiesto in taluni casi l'intervento dell'autorità giudiziaria. La nuova disciplina si propone di arginare tali pratiche in modo più strutturato rispetto alle misure precedentemente adottate, giudicate insufficienti.