Rinnovo CCNL Dirigenti Logistica 2026: gli aumenti e il nuovo welfare
Il 16 febbraio 2026 Assologistica e Manageritalia hanno sottoscritto l’accordo di rinnovo del CCNL 31 maggio 2023 per i dirigenti delle imprese di logistica, magazzini generali, terminal operators portuali, interportuali e aeroportuali.
L’intesa decorre dal 1° gennaio 2026 e avrà validità fino al 31 dicembre 2028, intervenendo in modo strutturale su trattamento economico, minimi retributivi, welfare contrattuale, previdenza complementare, coperture assicurative e agevolazioni contributive per favorire l’inserimento di dirigenti, in particolare nelle PMI.
Le parti sociali ribadiscono il principio dell’unicità del contratto dei dirigenti del terziario e l’impegno a contrastare il dumping contrattuale, promuovendo un sistema di tutele omogenee e certe. Centrale resta la bilateralità, con un’attenzione alla sostenibilità dei fondi contrattuali.
Sotto il profilo economico, il rinnovo prevede un incremento complessivo pari a 750 euro mensili a regime nel triennio 2026-2028, oltre a Una tantum e rafforzamento del welfare contrattuale
Vediamo di seguito tutte le novità
La novità contrattuali
Il rinnovo 2026-2028 introduce rilevanti innovazioni normative, con l’obiettivo di modernizzare il sistema delle tutele e favorire l’accesso e la permanenza nella dirigenza, in molti ambiti.
In primo luogo viene confermato l’ambito applicativo per le imprese della supply chain, comprese quelle operanti in infrastrutture interportuali, portuali e aeroportuali.
Le parti si impegnano ad assicurare la piena e corretta applicazione del contratto, contrastando l’utilizzo di discipline negoziali non conformi ai criteri di rappresentatività.
E' rafforzato il diritto alla formazione continua: i dirigenti hanno diritto ad almeno 6 giorni di congedo retribuito nell’arco di un triennio per la partecipazione a specifici programmi formativi concordati con l’azienda.
Previdenza complementare e Fondo sanitario Pastore
Sul fronte della previdenza complementare, dal 1° gennaio 2026 la quota di contributo ordinario a carico del dirigente al Fondo Mario Negri è elevata al 2%, mentre il contributo integrtivo a carico del datore di lavoro aumenta progressivamente fino al 2,62% dal 2028.
In materia assicurativa viene adeguato il premio per la Garanzia Infortuni Pastore, con incremento del contributo annuo dovuto dalle aziende per ciascun dirigente ordinario. Sono inoltre precisate le condizioni di copertura in caso di invalidità permanente e introdotta una franchigia per gli infortuni extraprofessionali di minore entità.
Agevolazioni contributive per inserimento nelle PMI
Il nuovo impianto delle agevolazioni contributive, operativo dal 1° marzo 2026, consente alle aziende di applicare forme di contribuzione ridotta per nuove assunzioni o nomine di dirigenti, per un massimo di due anni (tre in caso di contratti legati all’“invecchiamento attivo”).
In via sperimentale, per le aziende che introducono per la prima volta una figura dirigenziale in organico dal 1° gennaio 2026, è prevista una specifica agevolazione sulla previdenza complementare, con contributo ordinario datoriale pari a 300 euro annui, senza contributo integrativo e senza quota a carico del dirigente.
Politiche attive, genitorialità e tutele rafforzate
Dal 1° marzo 2026 il contributo per le politiche attive in caso di licenziamento è fissato in 2.000 euro ed è esteso anche alle risoluzioni consensuali, con esclusione dei dirigenti che abbiano compiuto 64 anni alla data di cessazione.
Sono inoltre introdotte misure a sostegno della genitorialità, con il programma “Un Fiocco in Azienda”, e nuove tutele per dirigenti affetti da gravi patologie, con obbligo di versamento della contribuzione Fasdac anche durante periodi di congedo non retribuito fino a 24 mesi.
Le novità economiche
Il rinnovo 2026-2028 si caratterizza per un significativo rafforzamento del trattamento economico dei dirigenti del settore.
i dirigenti in forza spetta, sulla retribuzione di fatto e a titolo di superminimo contrattuale, un aumento pari a: 250 euro mensili dal 1° marzo 2026; 300 euro mensili dal 1° gennaio 2027; 200 euro mensili dal 1° gennaio 2028.
L’incremento complessivo a regime nel triennio è quindi pari a 750 euro mensili. Gli aumenti possono essere assorbiti, fino a concorrenza, da incrementi retributivi riconosciuti successivamente al 31 luglio 2025, ad eccezione di quelli concessi con clausola espressa di non assorbibilità.
Nuovi minimi retributivi
Il rinnovo ridefinisce anche la retribuzione minima mensile di fatto del dirigente, con valori progressivamente crescenti nel triennio.
| Decorrenza | Aumento mensile (euro) | Minimo mensile (euro) |
|---|---|---|
| 1° marzo 2026 | + 250,00 | 4.200,00 |
| 1° gennaio 2027 | + 300,00 | 4.500,00 |
| 1° gennaio 2028 | + 200,00 | 4.700,00 |
Il minimo mensile passa quindi da 4.200 euro nel 2026 a 4.700 euro nel 2028, con un incremento complessivo di 500 euro sul minimo tabellare nell’arco del triennio.
Una tantum 2026
A copertura del periodo 1° gennaio – 28 febbraio 2026 è prevista l’erogazione, con la retribuzione di giugno 2026, di un importo una tantum pari a 500 euro lordi per i dirigenti in forza alla data di stipula. L’importo non è utile ai fini del trattamento di fine rapporto né di altri istituti contrattuali. In caso di cessazione del rapporto di lavoro prima del 30 giugno 2026, l’una tantum viene corrisposta con le competenze di fine rapporto.
Welfare contrattuale
Per il triennio 2026-2028 è previsto un credito welfare contrattuale minimo di 2.000 euro annui per ciascun dirigente. È prevista la possibilità di rinviare il credito non utilizzato all’anno successivo o di destinarlo al Fondo Mario Negri. Viene rimodulata la contribuzione al CFMT per il finanziamento dei servizi di welfare e delle politiche attive. Dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028 il contributo annuo è fissato in 308 euro a carico del datore di lavoro e 148 euro a carico del dirigente.

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