Previdenza complementare: ecco il modulo TFR3 per la dichiarazione dei dipendenti
Con il Decreto Ministeriale del 4 settembre 2026, pubblicato ieri nella sezione dedicata alla Pubblicità legale del Ministero del Lavoro, è stato introdotto un nuovo strumento destinato a semplificare l'adesione dei lavoratori alla previdenza complementare: il modulo "TFR3". Il documento nasce per dare attuazione alle disposizioni contenute nella legge di bilancio 2026, che ha modificato in modo sostanziale le regole relative al conferimento del trattamento di fine rapporto (TFR). Si attende pero ancora un decreto direttoriale per l'attivazione della piattaforma che consente la compilazione online.
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Le novità normative sul TFR ai fondi pensione
Ricordiamo che la legge 199/2025 ha stabilito che, a partire dal 1° luglio 2026, i lavoratori del settore privato assunti per la prima volta – con esclusione dei lavoratori domestici – vengano iscritti automaticamente, tramite il meccanismo del "silenzio-assenso", alla forma di previdenza collettiva prevista dai contratti collettivi applicati, sia nazionali che territoriali o aziendali.
Questa adesione comporta il conferimento dell'intero TFR maturando, oltre ai contributi a carico sia del datore di lavoro sia del lavoratore stesso.
Resta garantita al lavoratore la possibilità di cambiare idea: entro 60 giorni dall'assunzione, infatti, si può rinunciare all'adesione automatica, scegliere una diversa forma pensionistica complementare oppure decidere di mantenere il TFR in azienda, con facoltà di rivedere tale scelta anche in un momento successivo. Nel caso in cui in azienda siano presenti più forme pensionistiche, la normativa prevede che la destinazione automatica ricada su quella scelta dalla maggioranza dei dipendenti, salvo diversi accordi aziendali.
Le stesse regole di informazione dei dipendenti dal 1° luglio 2026, valgono per i lavoratori già in servizio: il datore di lavoro è tenuto a informarli sugli accordi collettivi vigenti in materia previdenziale e a verificarne le scelte pregresse, raccogliendo un'apposita dichiarazione. Anche in questo caso, in mancanza di indicazioni esplicite, scatta il silenzio-assenso, con possibilità di rinuncia entro i 60 giorni.
l modulo TFR3: contenuti e procedura
Il decreto chiarisce che il modulo TFR3 sarà disponibile a breve anche in versione digitale: potrà quindi essere compilato online e, se necessario, trasmesso direttamente al datore di lavoro, nel rispetto delle norme su identificazione dell'utente, protezione dei dati personali e dematerializzazione documentale. Come detto le modalità tecniche di funzionamento della procedura digitale saranno definite con un successivo decreto
Nella sua struttura, il modulo richiede innanzitutto che il lavoratore dichiari di aver ricevuto tutte le informazioni necessarie, cioè:
- gli accordi collettivi applicabili,
- la forma pensionistica di destinazione in caso di adesione automatica,
- il funzionamento di tale meccanismo,
- le opzioni esercitabili entro 60 giorni sulle diverse possibilità di destinazione del TFR.
Il lavoratore deve inoltre dichiarare se si tratta della sua prima assunzione oppure no e, in quest'ultimo caso, se ha già aderito in passato a una forma di previdenza complementare.
Nelle sezioni finali si definisce la scelta effettiva del lavoratore :
- conferire il TFR alla forma prevista dall'adesione automatica, o
- indirizzare il TFR verso un fondo pensione diverso, di propria scelta oppure
- per i neoassunti non aderire affatto alla previdenza complementare e lasciare il TFR in azienda.
Il modulo cosi compilato dovra essere conservato dal datore di lavoro che ne consegna copia al lavoratore.
In caso di adesione automatica, il datore di lavoro deve comunicarla alla forma pensionistica prescelta e avviare i versamenti dal mese successivo alla scadenza dei 60 giorni, includendo anche quanto maturato fin dalla data di assunzione.

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