Fondi sanitari: nuovi obblighi ma niente controllo COVIP

La Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) non eserciterà, almeno per il momento, alcun controllo sui fondi sanitari integrativi. Un emendamento riformulato dal Governo in commissione bilancio della Camera ha abrogato i nuovi compiti di controllo che erano stati inizialmente assegnati alla Covip dal decreto PNRR, il quale ha ottnuto ieri l'approvazione alla Camera  con il voto di fiducia. 

Sono previsti però obblighi di trasparenza rilevanti per gli enti;  ecco i dettagli .

Nuovi obblighi di trasparenza per i fondi sanitari

In attesa di una riforma organica della materia, il decreto introduce tuttavia importanti obblighi di pubblicazione per i fondi sanitari. 

Entro tre mesi dalla chiusura dell'esercizio, ogni fondo sarà tenuto a pubblicare sul proprio sito istituzionale bilanci e relazioni contenenti informazioni dettagliate, tra cui: numero di iscritti e beneficiari, ammontare dei contributi versati e delle prestazioni erogate, rapporto tra contributi e prestazioni, patrimonio complessivo e costi di gestione. Gli stessi documenti dovranno essere trasmessi alle amministrazioni competenti.

Le nuove norme si applicano a tutti i fondi sanitari e sociosanitari integrativi, enti, casse, società di mutuo soccorso e forme di assistenza anche per la non autosufficienza (long term care), indipendentemente dalla loro natura — contrattuale, collettiva o individuale. 

Si tratta di un settore che conta oltre 320 fondi per un valore complessivo di mercato di circa 4 miliardi di euro, finora sottoposto a controlli molto limitati.

Il mancato rispetto di questi obblighi — che entreranno in vigore dall'esercizio successivo al 31 dicembre 2025 — comporterà l'impossibilità di iscriversi, rinnovarsi o permanere nell'anagrafe dei fondi sanitari, con conseguente perdita delle agevolazioni fiscali.

Altre misure: servizio medici fino a 72 anni, stabilizzazione precari

Come annunciato ieri dalla premier Meloni nell'informativa alle Camere il Governo tenta anche con questo decreto di mettere un freno alla  carenza di personale, 

In particolare si  interviene su più fronti: con

  • la proroga fino al 2027 della possibilità di trattenere in servizio, fio a 72 anni , su richiesta, i medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale — in particolare medici di medicina generale, pediatri e guardie mediche. 
  • Vengono inoltre semplificate le procedure di stabilizzazione del personale precario: le Regioni potranno riservare fino al 50% dei concorsi a chi ha maturato almeno 18 mesi di servizio negli ultimi 5 anni con contratti flessibili, oppure procedere per titoli e colloquio dopo 24 mesi continuativi di servizio.
  • Viene invece stralciata la norma che avrebbe consentito l'assunzione dall'estero di Operatori socio-sanitari (OSS) in deroga al riconoscimento dei titoli, ma la possibilità  rimane invece in vigore per medici e infermieri.
  •  È prevista infine l'attivazione di servizi di telemonitoraggio e teleconsulto per i pazienti oncologici.