DVR e infortuni in itinere: la proposta dei Consulenti del Lavoro

Gli infortuni sul lavoro nei luoghi di produzione stanno diminuendo, segnale positivo di una cultura della sicurezza in crescita nelle aziende italiane. 

Ma il rischio non scompare: si sposta sulle strade,  percorse ogni giorno da milioni di lavoratori nel tragitto casa-lavoro. È quanto emerge dal focus della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro "L'incidentalità in itinere – Dati e tendenze", pubblicato il 23 aprile 2026 su dati Inail, in occasione della Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro  prevista  per il 28 aprile.

 La fondazione analizza i dati  e le possibili cause e propone , tra le altre cose, di includere il rischio stradale nel DVR aziendale (Documento di Valutazione dei Rischi), per integrare la prevenzione anche fuori dai cancelli dell'azienda. 

Vediamo piu in dettaglio .

I dati – Scarica qui il report integrale

Tra il 2022 e il 2024 secondo i dati INAIL gli infortuni in itinere sono aumentati dell'8,8%, con un peso crescente anche tra quelli mortali. I dati provvisori 2025 segnano un ulteriore incremento del 3,2%.  In particolare :

  • gli infortuni in itinere sono passati da 95.463 a 103.831 (+8,8%), mentre 
  • gli infortuni "in occasione di lavoro" sono scesi da 608.110 a 489.796, con un calo del 19,5%. 

 A livello provinciale, Roma guida la classifica con 9.444 casi nel 2024 e 86 decessi nel triennio 2022-2024, pari al 35,5% delle morti complessive sul lavoro nel territorio. 

A livello regionale, il Lazio registra l'incidenza più elevata (26%), mentre per i soli infortuni mortali è il Veneto a primeggiare, seguito da Lazio e Friuli Venezia Giulia.

Provincia/Regione Infortuni in itinere 2024 Decessi triennio 2022-2024 Incidenza % su totale infortuni
Roma (Lazio) 9.444 86 35,5% (decessi)
Milano (Lombardia) 2ª provincia n.d. Alta incidenza
Firenze (Toscana) 3ª provincia n.d. Alta incidenza
Genova (Liguria) 4ª provincia n.d. Alta incidenza
Torino (Piemonte) 5ª provincia n.d. Alta incidenza
Veneto (regione) 1ª per incidenza mortale Più alta % decessi
Lazio (regione) 2ª per incidenza mortale 26% sul totale regionale
Friuli Venezia Giulia 3ª per incidenza mortale Alta incidenza
Fonte: Fondazione Studi Consulenti del Lavoro su dati Inail – Focus del 23 aprile 2026. I dati 2025 sono ancora provvisori (+3,2% rispetto al 2024).

Le cause e le proposte

Secondo l'analisi del Consulenti del lavoro il fenomeno non è riconducibile alla sola pericolosità stradale: alla base ci sono fattori strutturali come la frequenza e la durata degli spostamenti, lo stress da pendolarismo, il tipo di mezzo utilizzato e — dato sempre più rilevante — l'invecchiamento della forza lavoro. Gli over 55, pur rappresentando il 21,1% degli infortunati, costituiscono circa il 34% delle vittime mortali. 

Pesa anche la ancora  scarsa diffusione dello smart working, pur sensibilmente cresciuto negli ultimi anni: in Italia quasi l'80% dei lavoratori opera sempre in presenza, contro una media europea che vede il 34% con accesso al lavoro da remoto. 

Nel 2024 il 68,8% degli infortuni in itinere avviene con un mezzo di trasporto e il 78,5% dei casi mortali è associato a un veicolo, in prevalenza auto e furgoni (68%) e, in seconda battuta, moto, scooter, biciclette e monopattini (28,4%).

La proposta operativa per le imprese:

Il report segnala che gli infortuni in itinere non sono solo un tema di sicurezza stradale, ma di sicurezza sul lavoro in senso pieno.  

Di fronte a questo quadro, i Consulenti del Lavoro propongono azioni su più fronti: 

  • diversa organizzazione degli orari, 
  • smart working dove applicabile,
  • potenziamento del  trasporto pubblico aziendale e 
  • sul piano giuslavoristico anche l'inserimento del rischio stradale nel DVR.