Divieto di lavoro nelle ore più calde 2026: regioni, settori e sanzioni
Anche per l'estate 2026 numerose Regioni hanno adottato provvedimenti che limitano il lavoro all'aperto nelle ore più calde, a tutela della salute dei lavoratori esposti al rischio termico.
Lo strumento più diffuso è l'ordinanza urgente ma alcune Regioni hanno scelto la delibera di Giunta con protocollo d'intesa.
Il meccanismo invece è omogeneo: il divieto di lavoro non è automatico, ma scatta nelle sole giornate e aree in cui la mappa previsionale del portale Worklimate (sviluppato da INAIL e CNR) segnala un livello di rischio termico "Alto" per i lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa, con riferimento alle ore 12:00.
La fascia oraria interdetta ricorrente è quella compresa tra le 12:30 e le 16:00. I settori più frequentemente coinvolti sono agricoltura e florovivaismo, cantieri edili, cave, logistica di piazzale e, nelle ordinanze più recenti, la consegna merci con mezzi a pedalata anche assistita (rider).
ATTENZIONE La verifica del rischio va effettuata quotidianamente consultando le mappe disponibili nella sezione previsioni del portale Worklimate.
Regioni interessate calendario e settori
| Regione | Provvedimento | Validità | Note |
|---|---|---|---|
| Emilia-Romagna | Ordinanza n. 72 del 3 giugno 2026 | 3 giugno – 15 settembre 2026 | Include cave e rider |
| Lazio | Ordinanza del Presidente Rocca | fino al 15 settembre 2026 | Consegne urbane comprese |
| Lombardia | Ordinanza n. 484/2026 | 10 giugno – 23 settembre 2026 | Attività all'aperto rischio "Alto" |
| Piemonte | Ordinanza n. 1 del 29 maggio 2026 | fino al 31 agosto 2026 | Agricoltura ed edilizia |
| Liguria | Ordinanza n. 1 del 28 maggio 2026 | fino al 31 agosto 2026 | Esclusi servizi essenziali |
| Toscana | Ordinanza n. 2 del 28 maggio 2026 | fino al 31 agosto 2026 | Settori più esposti |
| Puglia | Ordinanza n. 321 del 29 maggio 2026 | fino al 15 settembre 2026 | Lavoro all'aperto |
| Umbria | Ordinanza PGR n. 2 del 27 maggio 2026 | periodo estivo 2026 | Lavoratori esposti al sole |
| Campania | Ordinanza n. 1 del 17 giugno 2026 | 21 giugno – 31 agosto 2026 | Agricoltura, edilizia e affini |
| Sicilia | Ordinanza n. 1 del 12 giugno 2026 | periodo estivo 2026 | Lavoro all'aperto |
| Calabria | Provvedimento regionale 2026 | fino al 31 agosto 2026 | Lavoratori più esposti |
| Veneto | DGR n. 376 del 19 maggio 2026 | periodo estivo 2026 | Protocollo d'intesa, non divieto secco |
Obblighi del datore di lavoro e sanzioni
Nelle Regioni interessate il datore di lavoro deve innanzitutto verificare se le proprie lavorazioni rientrano tra i settori richiamati dall'ordinanza applicabile e, in caso affermativo, consultare ogni giorno la mappa di rischio del territorio: solo nelle giornate con livello "Alto" il divieto diventa operativo.
Attenzione anche al fatto che le ordinanze non sostituiscono gli obblighi generali previsti dal D.Lgs. 81/2008: resta fermo l'obbligo di valutare il rischio da microclima severo caldo nel DVR e di adottare misure tecniche, organizzative e procedurali adeguate, anche per attività non direttamente sospese.
Tra le misure ricorrenti rientrano la riorganizzazione degli orari con anticipo delle lavorazioni più gravose alle prime ore del mattino, pause frequenti in aree ombreggiate o climatizzate, idratazione costante, formazione del personale e sorveglianza sanitaria, con attenzione particolare ai lavoratori più suscettibili (anziani, neoassunti, non acclimatati, soggetti con patologie croniche).
Sul piano sanzionatorio, il mancato rispetto delle disposizioni comporta le sanzioni previste dall'art. 650 del Codice Penale, salvo che il fatto costituisca reato più grave; le conseguenze possono colpire sia il datore di lavoro sia le figure preposte che abbiano omesso i controlli o non abbiano sospeso le attività nelle fasce interdette.
Gli strumenti a disposizione delle imprese: CIGO e CISOA
Va ricordato che le imprese dispongono di uno strumento nazionale sempre attivabile in caso di sospensione o riduzione dell'attività per eventi meteo:
la Cassa integrazione ordinaria (CIGO) per eventi oggettivamente non evitabili, tra cui rientrano le temperature elevate che impediscono lo svolgimento in sicurezza delle lavorazioni all'aperto
la CISOA per il settore agricolo .
La domanda di CIGO consente di gestire i periodi di stop senza oneri retributivi diretti sull'azienda, a tutela sia della continuità d'impresa sia del reddito dei lavoratori
Le domande si presentano dal portale INPS nella sezione Servizi per aziende e consulenti → CIG e Fondi di solidarietà → OMNIA Integrazioni Salariali, con due causali distinte:
- «evento meteo» per «temperature elevate» (sospensione autonoma su valutazione RSPP) e
- «sospensione per ordine di PA» (in presenza di ordinanza);
entrambe rientrano negli eventi oggettivamente non evitabili (EONE), quindi senza esame congiunto preventivo né contribuzione addizionale
INPS ha comunicato che adotterà a luglio il consueto messaggio stagionale in materia .
Nell'attesa vedi le istruzioni 2025 per la domanda

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