Contributo disagio abitativo sisma 2022-2023: importi e regole
Con l’ordinanza del 27 gennaio 2026 del Commissario straordinario per la ricostruzione pubblicata in Gazzetta il 7 marzo 2026 viene disciplinato il nuovo contributo per il disagio abitativo finalizzato alla ricostruzione, una misura destinata ai nuclei familiari colpiti dai terremoti che hanno interessato Marche e Umbria nel 2022 e nel 2023.
Il provvedimento introduce un sistema di sostegno economico che sostituisce, a partire dal 1° gennaio 2026, il precedente contributo per l’autonoma sistemazione (CAS) che veniva erogato dalla Protezione civile. L’obiettivo è garantire continuità nell’assistenza alle famiglie che non possono ancora rientrare nella propria abitazione principale a causa dei danni provocati dagli eventi sismici.
Il contributo viene riconosciuto ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata distrutta, gravemente danneggiata oppure dichiarata inagibile e sgomberata. Il sostegno economico è erogato fino al completamento degli interventi di ripristino o ricostruzione dell’immobile, oppure fino alla disponibilità di una nuova sistemazione stabile.
La misura riguarda in particolare alcuni territori delle province delle Marche e dell’Umbria colpiti dagli eventi sismici del 9 novembre 2022 e del 9 marzo 2023, tra cui i comuni di Ancona, Fano, Pesaro, Umbertide, Perugia e Gubbio.
La disciplina operativa è definita dall’ordinanza commissariale che stabilisce criteri, requisiti, importi e modalità di accesso al contributo.
La normativa in materia di CAS e
l riferimento principale è il decreto-legge 17 ottobre 2016 n. 189, che ha istituito il sistema di ricostruzione per i territori interessati dal sisma del Centro Italia e attribuito al Commissario straordinario del Governo il potere di emanare ordinanze operative.
Negli anni successivi il sistema è stato integrato da ulteriori interventi normativi, tra cui:
- il decreto-legge n. 3/2023 relativo agli interventi urgenti per la ricostruzione;
- la legge di bilancio 2025, che ha finanziato alcune attività preliminari di progettazione per la ricostruzione pubblica e privata;
- la legge di bilancio 2026, che ha introdotto il nuovo contributo per il disagio abitativo.
In particolare, la legge di bilancio 2026 ha previsto due elementi fondamentali:
la cessazione del contributo per l’autonoma sistemazione (CAS) dal 1° gennaio 2026;
l’istituzione del contributo per il disagio abitativo finalizzato alla ricostruzione, con una dotazione finanziaria di 2,5 milioni di euro per l’anno 2026.
La stessa normativa demanda al Commissario straordinario il compito di definire:
- criteri di accesso al beneficio;
- modalità di erogazione;
- condizioni per il mantenimento del contributo;
- termini e adempimenti per i beneficiari.
L’ordinanza del 27 gennaio 2026 attua queste disposizioni e stabilisce le regole operative applicabili nei territori interessati dal sisma del 2022 e del 2023.
La novità CDA Contributo disagio abitativo: importi, durata, condizioni
La principale novità introdotta dalla disciplina riguarda la struttura del nuovo contributo abitativo, che sostituisce il precedente sostegno emergenziale con una misura collegata direttamente al processo di ricostruzione degli immobili.
Il contributo è riconosciuto ai nuclei familiari:
- già beneficiari del contributo per l’autonoma sistemazione;
- proprietari o titolari di diritti reali sull’abitazione principale danneggiata;
- soggetti costretti a lasciare l’abitazione per lavori di ripristino o ricostruzione.
L’importo varia in base al numero di componenti del nucleo familiare.
| Componenti nucleo familiare | Importo mensile del contributo |
|---|---|
| 1 persona | 400 euro |
| 2 persone | 500 euro |
| 3 persone | 700 euro |
| 4 persone | 800 euro |
| 5 o più persone | 900 euro |
Oltre all’importo base è previsto un contributo aggiuntivo di 200 euro mensili per ogni componente del nucleo familiare che rientri in una delle seguenti categorie:
- persone con più di 65 anni;
- persone con disabilità o handicap;
- soggetti con invalidità pari o superiore al 67%.
L’incremento può essere riconosciuto anche oltre il limite massimo di 900 euro mensili previsto per i nuclei più numerosi.
Un ulteriore elemento rilevante riguarda la presenza di lavoratori addetti all’assistenza domiciliare conviventi (ad esempio badanti) per persone non autosufficienti. In questo caso la loro presenza viene considerata ai fini del calcolo del contributo.
Non possono invece accedere al beneficio:
- i nuclei familiari che al momento del sisma vivevano in immobili in locazione, salvo il caso degli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica;
- i soggetti che dispongono già di un’altra abitazione idonea nello stesso comune o in comuni limitrofi.
Durata del contributo
Il contributo viene erogato fino al ripristino dell’agibilità dell’abitazione, certificato con apposito provvedimento e comunque non oltre 30 giorni dalla dichiarazione di piena agibilità dell’edificio.
Il diritto al contributo cessa inoltre se il beneficiario:
- trova una sistemazione abitativa stabile alternativa;
- non rispetta gli adempimenti richiesti;
- avvia lavori senza il decreto di concessione del contributo per la ricostruzione.
Dichiarazioni e domande ai Comuni
Dal punto di vista operativo, la gestione del contributo è affidata principalmente ai Comuni dei territori interessati, che svolgono attività di istruttoria, concessione ed erogazione delle somme.
Presentazione delle dichiarazioni
Entro il 31 marzo 2026, i nuclei familiari già beneficiari del precedente contributo devono presentare al Comune una dichiarazione sostitutiva nella quale attestano, tra l’altro:
- di aver avviato o di essere nei termini per avviare la domanda di contributo per la ricostruzione o il ripristino dell’immobile;
- di essere destinatari di provvedimenti di sgombero oppure di non poter rientrare nell’abitazione principale;
- di non possedere altre abitazioni idonee nello stesso territorio;
- di non aver trasferito residenza o domicilio fuori dalle Marche o dall’Umbria.
La dichiarazione deve includere tutti i componenti del nucleo familiare ed essere resa ai sensi della normativa sulle autocertificazioni.
Nuove domande
Per i nuclei familiari che si trovano nella condizione di dover lasciare l’abitazione a causa dei lavori di ricostruzione, è possibile presentare una nuova domanda di contributo al Comune competente.
In questo caso il beneficio decorre dalla data del provvedimento di sgombero dell’immobile.
Controlli e decadenza
I Comuni sono responsabili dei controlli sulla veridicità delle dichiarazioni rese dai beneficiari. In caso di irregolarità o perdita dei requisiti viene disposta la decadenza dal contributo.
Inoltre, ogni variazione relativa alla situazione del nucleo familiare o ai requisiti dichiarati deve essere comunicata al Comune entro 30 giorni dall’evento che la determina.
Le Regioni Marche e Umbria collaborano con il Commissario straordinario nel monitoraggio dell’attuazione della misura e nella raccolta dei dati relativi ai beneficiari e ai contributi erogati.

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