Bonus affitti genitori separati 2026: ecco i requisiti

La  legge di bilancio 2026, Legge 199 2025 ha  previsto una misura   rilevante  per il  welfare familiare ai commi 234-235. 

Si tratta dell’istituzione di un apposito Fondo presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, finalizzato a sostenere i genitori separati o divorziati che non siano assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà e che abbiano figli a carico.

 Il legislatore riconosce, infatti, che la perdita della disponibilità della casa familiare, unita agli obblighi di mantenimento, costituisce un fattore di rischio economico significativo per molti genitori non collocatari, spesso esposti a difficoltà nel garantire condizioni abitative adeguate per sé e per i propri figli specie nei contesti urbani caratterizzati da canoni di locazione elevati. 

Da fonti ufficiose emerge che il decreto è stato finalmente firmato dai ministri competenti e attende solo la pubblicazione ufficiale per entrare in vigore

Risorse, criteri applicativi

Secondo la formulazione attuale, il contributo potrà essere riconosciuto fino al compimento del ventunesimo anno di età del figlio, estendendo quindi la tutela oltre la soglia tradizionale dei 18 anni, in coerenza con l’evoluzione normativa che riconosce una responsabilità genitoriale protratta nelle fasi iniziali della vita adulta. 

La dotazione finanziaria prevista nella bozza era  pari a 20 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, risorse destinate ad alimentare una misura che potrebbe rivelarsi particolarmente strategica mentre nella versione definitiva non l'importo delle risorse non viene specificato 

Il comma 2  affidava a un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il compito di definire criteri, parametri e procedure per l’erogazione dei contributi

I requisiti per accedere al bonus e la priorità in graduatoria

Un aspetto particolare del testo riguarda il parametro scelto per individuare i beneficiari: il decreto fa riferimento a un limite di reddito dichiarato e non all'Isee, soluzione insolita per un contributo di questo tipo. Il bonus sarà infatti riservato ai genitori separati che non abbiano dichiarato più di 35mila euro.

Su questa scelta hanno pesato le perplessità espresse  dal ministro Matteo Salvini circa l'adeguatezza dell'   Isee  come strumento preciso nel valutare correttamente la condizione economica dei genitori separati 

Gli altri requisiti per accedere al contributo sono 

  • essere legalmente separato o divorziato;
  • essere titolare di un contratto di locazione;
  • non essere proprietario di immobili nel Comune dell'abitazione familiare né nei Comuni limitrofi, entro un raggio massimo di 50 chilometri;
  • risultare in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli sin base agli accordi di separazione.

L'assegnazione del contributo avverrà tramite una graduatoria, che riconoscerà priorità a:

  • soggetti con più figli a carico di età inferiore a 21 anni;
  • persone con disabilità, o con figli in condizione di disabilità;
  • soggetti in condizione di disoccupazione involontaria;
  • residenti in Comuni ad alta tensione abitativa.

Importo del bonus e riparto regionale delle risorse

Il contributo sarà pari al 50% della spesa sostenuta per il canone di locazione, con un tetto massimo di 6mila euro annui, corrispondenti a 500 euro al mese per dodici mesi.

Le risorse del Fondo saranno ripartite tra le Regioni sulla base di tre criteri:

  1. il numero medio di genitori separati o divorziati presenti sul territorio, elemento a cui viene attribuito il peso maggiore;
  2. il reddito medio regionale;
  3. la percentuale di Comuni ad alta tensione abitativa.

Incrociando questi parametri, le Regioni che dovrebbero ottenere le quote più consistenti di risorse sono Lombardia, Lazio e Campania.

Cosa manca ancora prima di poter fare domanda

Con la firma del decreto si chiude quindi la fase di definizione delle regole, ma l'accesso operativo al bonus non è ancora possibile. Restano infatti da attendere:

  • la pubblicazione del testo del decreto sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;
  • l'attivazione della piattaforma per l'invio telematico delle domande.

Solo da quel momento i genitori interessati, in possesso dei requisiti descritti, potranno effettivamente prenotare il contributo.